Vivere è diventato per molti come essere in un ascensore che oscilla tra passato e futuro senza lasciare la reale possibilità di uscirne, rimuginando sul primo e sentendo addosso l’impossibilità di costruire il secondo. Il presente esiste solo quando c’è l’urgenza e paradossalmente i problemi diventano una fonte di vita, seppur negativa, come la rabbia che da l’illusione di sollevare la tristezza. Mi metto nei panni di un ventenne … Non saprei nemmeno da dove cominciare. La cosa più pesante è che l’eccesso di una verità forviante e cinica mostrata dai social, la perenne visione di idoli caduti e la percezione che nulla abbia realmente senso porta il giovane di turno, che dovrebbe essere la radice di una società in sviluppo, a domandarsi che cosa realmente lo faccia sentire vivo, riconoscendo solo il down che deriva dal vuoto dopo il momento di esaltazione, come se fosse perennemente sotto effetto di qualche sostanza. Effettivamente è così, la dopamina è la fondamenta del social, della pubblicità, persino dell’amore che è diventato più strategia di marketing che un istinto spontaneo dove essere vulnerabili è pura debolezza. Bisogna essere forti, sempre, essere guidati da illusioni in quanto quella felicità che tutti cercano sembra essere alla fine di un percorso di studi, di uno stage, di un obbiettivo che forse non si ha nemmeno la possibilità di raggiungere data la corruzione e l’impostazione che ogni successo richiede, senza curarsi delle reali abilità di cui il sognatore dispone. Detto questo, sognare è impossibile ma impossibile davvero è accettare questa condizione. Bisogna reagire, ma come si fa quando la stima di sé deve essere ancora forgiata? Manca un banco di prova dove accrescere e prepararsi e quel banco di prova è la vita stessa. Mancano figure che sappiano realmente indirizzare i giovani verso una visione, dato che come diceva Noyz Narcos: non provo più rispetto per la gente che in passato potevo ammirare. Manca la fame di prendersi il mondo, perché il mondo non lo vuole più nessuno da quando se lo sono preso tutti e le testimonianze a riguardo sono scadenti. La domanda è: cos’è un sogno? Io direi un pensiero tanto vivido e libero da rasentare la realtà, al punto da migliorarla. Tornano alla mente le parole dei Pink Floyd: siamo solo anime perse che nuotano in una bolla di pesci, anno dopo anno, correndo sopra lo stesso vecchio suolo. E come abbiamo trovato le solite vecchie paure?
Sognare è impossibile

Rispondi