AMORE IMPOSSIBILE


Un recente sondaggio indica che l’80 per cento delle donne non andrebbe con un uomo che non ha una casa o una macchina. Un dato che obiettivamente fa rabbrividire. Uscendo dalle statistiche, soprattutto in città di provincia o in realtà meno politicizzate, un uomo che non paga al primo appuntamento è già stato tagliato fuori, mentre nelle realtà del meridione, escluse rare eccezioni di donne che personalmente rispetto, l’uomo paga sempre e gli va anche bene, è un suo dovere. Saltiamo la parte in cui si parla della funzionalità delle relazioni, ogni coppia ha propri equilibri che spesso si fondano nel degrado, del resto la scienza lo dice chiaramente che meno per meno fa più, i fatti concreti su cui la maggior parte degli uomini sono costretti a far fronte sono basati su compromessi, annilichimento della persona e totale disponibilità nel supporto di problematiche spesso inutili ma fondamentali per il partner. Dall’altra parte le donne lamentano un livello basso nel vasto mercato degli uomini con cui hanno a che fare, incapaci di capirle, di ascoltarle e di avvicinarsi alla loro visione di relazione. La domanda sorge spontanea: l’amore dov’è?
L’amore non basta, questo è il mantra, in netta opposizione a quella visione di “due cuori e una capanna” che ha letteralmente forgiato famiglie intere nel secolo scorso. Famiglie basate sullo spirito di sacrificio, sulle difficoltà che si affrontavano insieme per andare avanti. Nessuno più di me, figlio di divorziati che si sono fatti la guerra una vita, approva la libertà di scelta e ripudia quel vincolo matrimoniale che passa dall’essere una scelta ad essere una costrizione, ma la via di mezzo non è stata minimamente presa in considerazione. Oggi davanti alla difficoltà non si comunica, non ci si interroga sul fatto che magari certe paure non devono necessariamente portare all’abbandono, oggi non si combatte fino in fondo, si accenna la battaglia.
L’uomo traditore e senza valori è stato sostituito dalla donna che premedita la fine di un rapporto, che dice ti amo fino al giorno precedente della chiusura della relazione e poi solleva problemi che non hanno a che fare con la realtà dei fatti per allentare il senso di colpa. Inizia un gioco di potere, un gioco di controllo che si protrae anche a mesi dopo la fine della relazione. Una fine che gioca con le aspettative: non sei più mio ma voglio che il più possibile tu possa essere a mia disposizione anche se non ti voglio. Un gioco di cui anche molti uomini sono esperti e che tengono all’amo quelle poche giovani ragazze innamorate che ancora hanno la speranza nel cuore, seppur di amore e di innamoramento in questo discorso c’è ben poco.
L’amore sembra impossibile per molti, la paura è l’unica verità che resta attuale, la paura di tornare soli, la paura di esserlo sempre stati e si scontra con quella idealizzazione che porta all’impossibilità di un sentimento concreto e stabile.
Si cerca di cambiarsi a vicenda a seconda di quello che noi vogliamo e chi ama davvero, chi è sincero, chi allenta la presa e si mostra vulnerabile diventa sempre meno desiderevole davanti a un partner che talvolta è sempre più schiavo di un sistema consumistico e che se non riesce a mettere a disposizione sicurezze, case, passaggi in auto, vacanze ecc. viene additato come sbagliato. Tra chi fa un viaggio al mese per fuggire dalla propria vita tornando sempre più stanco e insoddisfatto, tra chi non conosce nemmeno la propria cultura, tra un clima che va da un capriccio alla pura follia ciò che resta è la svalutazione più profonda di quel sentimento che in principio tutti sembrano cercare disperatamente. L’amore impossibile è l’amore che non c’è, quello che vive nella testa di chi non è in grado di controllare le proprie mancanze.
Facendo il punto della situazione, questo può sembrare un articolo contro le donne, ma non lo è afatto. Questo è un articolo che grida a gran voce: ci mancano le donne! E di ovvia conseguenza è forse la risposta a tutte quelle ragazze che solo in preda a una reale crisi di coscienza si domandano: dove sono finiti gli uomini? 

Filippo Ruggieri


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